5. Minimi quadrati
Definizione del problema
Vogliamo creare un polinomio interpolante che passi il più vicino possibile ai campioni indicati, pur mantenendo minimo il grado del polinomio stesso (condizione di interpolazione viene rilassata).
Problema di ottimizzazione dei minimi quadrati
Si definisce polinomio approssimante ottimo per un certo insieme di campioni un polinomio tale che:
Problema di ottimizzazione min-max
Si definisce polinomio approssimante ottimo per un certo insieme di campioni un polinomio tale che:
Legame tra norme e problemi di ottimizzazione
La norma è anche utilizzata per definire la distanza tra due punti nello spazio, quindi data una tolleranza , possiamo dire che approssima se
Norma di funzioni
Si può provare che lo spazio delle funzioni continue sull'intervallo è uno spazio vettoriale. Lo spazio delle funzioni continue è uno spazio infinito-dimensionale. Uno spazio in cui è definita una funzione norma, è detto spazio normato.
Sia definita una funzione continua ed integrabile in , detta funzione peso. Definiamo le tre norme precedenti nel caso continuo come segue:
Non equivalenza delle norme in spazi infinito-dimensionali
Abbiamo visto precedentemente l'equivalenza delle norme in spazi vettoriali di dimensione finita. Per spazi infinito-dimensionali questo non vale. Possiamo osservarlo attraverso la seguente classe di funzioni: Sia la funzione nulla, abbiamo che: Per si ottiene: Le tre norme sono asintoticamente non equivalenti al variare del parametro , il quale identifica la signola funzione all'interno della classe di funzioni.
D'ora in poi faremo implicitamente riferimento alla norma 2 come norma di funzioni.
Miglior polinomio approssimante
Sia uno spazio infinito-dimensionale normato (es. spazio delle funzioni continue in un certo intervallo) e sia uno spazio finito-dimensionale con dimensione (es. polinomi di grado ). Diremo che è la migliore approssimazione di se:
Problemi sottoposti
- (analitico) Esistenza di
- Esiste se è uno spazio normato.
- (analitico) Unicità di
- Esiste unico in uno spazio in cui è definito il prodotto scalare.
- (numerico) Costruzione
- Nel caso della norma due, attraverso i minimi quadrati.
- Nel caso della norma del massimo, attraverso il metodo min-max.
Teorema dell'approssimazione di Weierstrass
Se allora per ogni esiste un polinomio ( non fissato) tale che
Questo implica che per qualunque tolleranza scelta esiste un polinomio di un certo grado che riesce ad approssimare la funzione nei termini di tolleranza.
Problema discreto ai minimi quadrati
Supponiamo di avere un insieme discreto di punti e di voler costruire il miglior polinomio approssimante . In tal caso: Dove il generico pesa l'-esimo errore di misura. Nel caso generale porremo , quindi si avrà il seguente problema di ottimizzazione:
Costruzione del miglior polinomio approssimante
Solitamente il problema di ottimizzazione proposto si traduce in un sistema lineare sovradimensionato, quindi con equazioni ed incognite e dove . Un sistema del genere ha soluzione solo se si trova nell'immagine di . Spesso però questo tipo di sistema non ha una soluzione, ma è comunque possibile calcolare un punto tale che: In pratica, deve essere minimo rispetto ad ogni altra soluzione. Il seguente teorema ci fornisce un metodo di costruzione di tale punto, ovvero il metodo dei minimi quadrati discreto.
Teorema (Sistema classico corrispondente)
Sia un sistema lineare sovradimensionato, allora tale che Sarà soluzione del sistema quadrato
Svantaggi del metodo dei M.Q. discreto
La matrice diventa malcondizionata per il problema dei sistemi lineari al crescere della dimensione di .
Problema continuo ai minimi quadrati
Sia la funzione da approssimare e sia la funzione peso, si deve trovare il polinomio tale che:
Conoscenze preliminari
Richiamiamo dei concetti necessari alla comprensione dell'argomento.
Prodotto scalare
Sia uno spazio vettoriale, il prodotto scalare è definito da una qualunque funzione che rispetti le seguenti proprietà e per ogni :
- Linearità rispetto alla prima componente
- Simmetria
- Linearità rispetto alla seconda componente
- Se almeno una delle due componenti è il vettore nullo allora il risultato è 0
informazioni importanti sul prodotto scalare
- Se per ogni allora il prodotto scalare è definito positivo
- Se allora sono ortogonali rispetto al prodotto scalare
Norma indotta dal prodotto scalare
Sia uno spazio vettoriale in cui è definito un prodotto scalare definito positivo, e sia . Si chiama norma indotta dal prodotto scalare la norma definita come segue:
Disuguaglianza di Cauchy-Schwarz
Siano due funzioni linearmente indipendenti tra loro, allora vale la disuguaglianza di Cauchy-Schwarz:
Base ortogonale
Sia , dove è definito un prodotto scalare e la dimensione , allora è una base ortogonale di se
- è una base di
- e si ha
Vettori ortonormali
Siano , dove è definito un prodotto scalare . Si definisce ortonormale a se:
Base ortonormale
Sia , dove è definito un prodotto scalare e la dimensione , allora è una base ortonormale di se
- è una base di
- e si ha
- per
Oss. Una base ortonormale è anche una base ortogonale.
Normalizzazione di un vettore
Sia una base ortogonale di uno spazio vettoriale in cui è definito un prodotto scalare , ed una norma indotta dal prodotto scalare. Allora è possibile ricavare la rispettiva base ortonormale nel seguente modo:
Settings del problema
Nel problema che ispezioneremo assumeremo che lo spazio vettoriale sia lo spazio delle funzioni continue definite in un intervallo generico . Il prodotto scalare tra due funzioni continue sarà definito come segue: La norma scelta è la norma 2, definita come segue: Dopodiché è necessario porsi nel caso in cui sia la norma che il prodotto scalare siano quantità definite. Per fare ciò si definisce lo spazio ovvero l'insieme delle funzioni a valori reali definite su tali che la quantità sia integrabile.
Si può dimostrare che
A CHE SERVE? Semplicemente a garantire che l'integrale all'interno del prodotto scalare (e quindi anche nella norma) sia sempre definito, e mai infinito o indeterminabile.
Se poniamo la funzione peso allora lo spazio si può esprimere come .
Ridefinizione problema continuo ai MQ
Dopo le conoscenze preliminari ed il setting del problema, possiamo fornire una definizione più chiara. Sia , lo scopo sarà quello di trovare il miglior polinomio approssimante di grado , quindi tale che:
Usiamo la norma per definire un concetto di errore di approssimazione.
Usiamo anziché poiché è un insieme denso e non è detto che abbia il minimo.
Teorema di Fourier delle equazioni normali
Sia uno spazio vettoriale infinito dimensionale in cui è definito un prodotto scalare e sia uno spazio finito dimensionale . Sia una base di . Allora Ovvero è soluzione del problema continuo ai minimi quadrati. Dato che , allora può essere espresso come combinazione lineare della sua base, ovvero esistono tale che: È possibile ottenere i coefficienti ponendoli incognite del seguente sistema quadrato, che prende il nome di sistema delle equazioni normali:
Problemi correlati alla risoluzione
- I prodotti scalari sono degli integrali
- La matrice rimane malcondizionata (analogamente al caso discreto)
Problema del malcondizionamento
Si può dimostrare in particolari circostanze che la matrice ottenuta nel sistema lineare è proporzionale alla matrice di Hilbert, per cui è malcondizionata. La causa numerica del malcondizionamento è da attribuirsi alla base scelta per lo spazio . Si dimostra che per risolvere tale problema è sufficiente utilizzare una base di ortogonale. Il metodo non dovrebbe essere però legato alla base, per cui sono stati costruiti metodi che prendono in input una base qualunque e la ortogonalizzano, o addirittura ortonormalizzano (prima ortogonalizzazione, poi normalizzazione). Si dimostra che così facendo, la matrice ottenuta nel sistema lineare sarà una matrice diagonale. Il metodo principale di ortogonalizzazione è quello di Gram-schmidt, di cui parleremo dopo.
Digressione sulla funzione peso
Variare la funzione peso provoca un cambiamento nel prodotto scalare. Essa diventa quindi un selettore per ottenere diverse famiglie di polinomi relative a tale specifico prodotto scalare. Un esempio è proprio la famiglia dei polinomi di Chebichev, ottenuta tramite il prodotto scalare definito tramite la funzione peso
Polinomi ortogonali
Data una funzione peso su , diremo che la successione di polinomi per forma un sistema di polinomi ortogonali su rispetto a , se ogni di grado è tale che: In particolare se allora i polinomi si dicono ortonormali. Indicheremo l'insieme dei polinomi ortogonali di grado con .
Osservazione. Se i polinomi sono ortonormali, il sistema normale diventa: In pratica la matrice del sistema lineare diventa diagonale, se i polinomi sono ortogonali, o una matrice identità se i polinomi sono ortonormali.
Teorema (lineare indipendenza e ortogonalità)
Se sono ortogonali tra loro, allora sono linearmente indipendenti, ciò formano una base. Viceversa, dati polinomi linearmente indipendenti è possibile trovare una loro combinazione lineare per cui essi risultino ortogonali.
Teorema (zeri dei polinomi ortogonali)
Se (polinomio ortogonale) allora esso ha zeri reali, distinti ed interni ad .
Ortogonalizzazione di Gram-Schmidt
Il metodo è generalizzabile per una qualsiasi base, ma lo utilizzermo per diagonalizzare la base canonica dello spazio dei polinomi Tale base non è ortogonale rispetto ad un qualsiasi prodotto interno. L'ortogonalizzazione procede calcolando per ogni polinomio della base canonica il rispettivo polinomio ortogonale . Nel caso della base canonica, si ricava ricorsivamente dai precedenti: Per intendiamo il polinomio normalizzato (diviso per la sua norma). Bisogna necessariamente definire il caso base, che sarà:
Il metodo è molto oneroso anche per piccolo. È possibile però ricavarsi l'equazione di ricorrenza nel caso specifico, per velocizzare il tutto (come nei polinomi di Chebicev).
Famiglie di polinomi ortogonali standard
Modificando la funzione peso cambiano le famiglie di polinomi che si ottengono dall'ortogonalizzazione:
- Per si ottengono i polinomi di Legendre
- Per si ottengono i polinomi di Chebichev
Errore di approssimazione ai minimi quadrati
Il risultato si basa sull'identità di Parseval, che segue da considerazioni quali il teorema dell'approssimazione di Weierstrass affrontato precedentemente, e la disuguaglianza di Bessel. Tale identità è la seguente: Tale errore dipende dai coefficienti di Fourier per Ma cosa sono i coefficienti di Fourier? Abbiamo visto che ortogonalizzando una base, il rispettivo sistema normale è calcolabile direttamente: Ed sono proprio i coefficienti di Fourier.
Per calcolare l'errore puntuale è possibile utilizzare il seguente teorema.
Teorema del calcolo puntuale dell'errore di approssimazione
Sia il polinomio ai minimi quadrati di , allora
🔥 RIASSUNTAZZO: COME CALCOLO IL POLINOMIO APPROSSIMANTE?
- Calcolo la base ortonormale attraverso la procedura di Gram-Schmidt
- Calcolo i coefficienti del polinomio attraverso le formule dirette
- Costruisco il polinomio come mostrato nel teorema di Fourier delle equazioni normali